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TUO MARITO NON E’ UN SOPRAMMOBILE, USALO!

Diventare mamma è tanto bello quanto abbastanza destabilizzante. Basta, smettiamola di dire che sono tutte rose e fiori perché le spine si vedono eccome.
Il cambiamento è così drastico che ci sono solo tre modi per affrontarlo:

  1. Abbastanza bene: questo nuovo corpicino lo senti parte integrante di te, lo curi con amore, sei ben disposta ad imparare e a sbagliare con lui, sei quasi sicura di ogni tua mossa, ti senti invincibile.
  2. Un po titubantel‘arrivo del nascituro ti ha un po spiazzata, sei giustamente una mamma alle prime armi, hai un po paura nel cambiarlo, nel prenderlo, ti allarmi se piange dopo averlo cambiato, dopo che ha mangiato, se dorme troppo a lungo lo svegli per paura che non respiri più.( Tranquilla sei nella norma.)
  3. E questo qui vicino a me chi è ? 

Ecco parliamone.
Non sto scherzando. Il punto “Tre” esiste ed esiste davvero. Forse non tutte si sentono subito così ma a molte donne succede, altre si fanno questa domanda qualche giorno dopo.

Io rientro nella categoria n.3

Non mi vergogno a dirlo, ho attraversato questa fase, è durata solo 3 giorni ma ci sono passata. E allora visto che ne ho la possibilità due parole le voglio dire.

“Non dovete sentirvi meno mamme se siete impaurite dal nuovo che vi circonda. A me ci vollero tre lunghi giorni prima di realizzare nella mia testa che quel neonato era mio. E la mia prima domanda all’ostetrica fu: Dove sono le istruzioni?
Ero spaventata e incapace. Piangeva e non sapevo che voleva essere cambiato, piangeva e nonostante il seno lui piangeva di nuovo. Ho iniziato ad amarlo solo quando sono tornata a casa, quando eravamo soli io e lui, quando nessuno era li a giudicarmi, quando nessuno era li a dirmi cosa dovevo e cosa non dovevo fare.”
Ascoltatemi bene, parenti e amici
La gravidanza, la nascita, il parto, è diverso da donna a donna, ognuna di noi la vive a modo suo, le donne meno forti non possono essere soggette a critiche di nessun genere. Un consiglio può essere ben accetto, ma deve rimanere solo un consiglio non un’imposizione. Non esiste il SI FA COSI’, ma solo il POTRESTI FARE COSI’. La donna e il suo bambino devono vivere in un ambiente il più possibile tranquillo, se sei una mamma, una suocera, un’amica sempre in apprensione stai alla larga da questa neo-mamma, ha già i suoi dubbi non servono altre preoccupazioni. I parenti più vicini devono essere di supporto, l’esperienze delle nonne serve per fare da guida a questa mamma, ma ripeto, solo da guida e non come regola assoluta da seguire.
Ruolo fondamentale in tutto questo è la figura del marito. Si, quell’essere che vi dorme a fianco, a cui lavate calzini e mutande, quell’uomo con cui un giorno di 9 mesi fa avete fatto l’amore.

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Lui dovrebbe essere quella persona che guarda nella tua stessa direzione, quella persona a cui non servono parole, basta uno sguardo per capire che avete bisogno di aiuto. E vi deve aiutare, punto. Non ci sono ruoli, il pannetto va cambiato, l’altro figlio va guardato e se manca di sale la pietanza stai zitto e mangi. Le neo-mamme hanno bisogno di aiuto, non di un secondo o terzo figlio. Una donna non può farsi carico di tutta la famiglia, ci sono dei ruoli, si è in due e si divide tutto a metà. Il passo tra lo star bene e avere una crisi o depressione post-partum è pari ad uno schiocco di dita. Il limite è molto sottile. Tu marito che hai partecipato “nella gioia” di questo evento adesso per favore partecipa “nel dolore”. I piatti non si lavano da soli, i letti non si rifanno da soli, la povere non scompare come per magia, e mentre uno dei due fa questo c’è anche da curare un figlio, stargli dietro giorno e notte, far da mangiare e pagare le bollette.
Non è il ruolo della mamma ad essere difficile, è il ruolo di GENITORI che è difficile.
Genitori= mamma e papà ( o due persone senza distinzione di sesso) che si adoperano insieme nel portare avanti un progetto, LA FAMIGLIA.
Dal divano il ruolo del genitore non ti riesce bene, alza il culo, ti riuscirà meglio.

 

 

 

 

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