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UN BAMBINO, UN PADRE…E UNA MAESTRA – Ultima parte

Siamo arrivati alla conclusione di questa magnifica storia d’amore. Io sono immensamente grata a questa donna di avermi raccontato la sua fantastica storia. Storia che io stessa stento a credere ma fantastica in tutto.

Quindi, l’avevamo lasciata in quella classe, dove lei insegnava e lui il suo alunno che piano piano gli si affeziona e comincia a considerarla più di una maestra…

DOPO TANTO TEMPO

Non sempre la vita ci dà ciò che vogliamo, altre volte invece svela i nostri desideri più intimi, che persino noi non vogliamo vedere, attraverso gli occhi e la vita di altri. Nel mio caso furono gli occhi di quel bambino a raccontarmi chi ero davvero e cosa volevo essere per lui e per me stessa.
Prima di poterlo rivedere passò moltissimo tempo; il timore che si fosse dimenticato di me, che quel che avevamo percepito e vissuto insieme si rivelasse solo una grande bolla di sapone, era forte dentro me.
Non mesi ma anni trascorsi avendo sporadiche notizie di lui e domandandomi costantemente come stesse e cosa succedesse nella sua vita. 
Venne poi finalmente il tempo di incontrarsi di nuovo: un solo sguardo, un lungo abbraccio ed eravamo di nuovo mano nella mano con madre e figlio.
Lo stesso sentire, la stessa emozione, la stessa comprensione, la stessa intesa viscerale. Non fu semplice perché quel distacco da me aveva lasciato nuove ferite in lui ma, giorno dopo giorno, tornammo ad intenderci e lui tornò a fidarsi. Dio volle farci percorrere insieme un altro tratto di vita, un altro periodo duro per lui, in cui il passato ed i suoi dolori dovevano essere affrontati obbligatoriamente. 
Fui felice ed onorata di essere al suo fianco, fui felice di essere la persona con cui piangeva, quella con cui rideva, quella con cui iniziava a non aver timore di essere pienamente com’era.
I nostri abbracci divennero sempre più familiari e i nostri dialoghi sempre più profondi. Gli ostacoli della sua vita questa volta li affrontò tenendo la mia mano in un modo nuovo, non ero più la sua insegnante e finalmente iniziò a dire a se stesso ciò che ero per lui.
Lo disse prima a se stesso, poi a me ed infine a suo padre. In forme velate, parole nascoste e travestite da scherzi, frasi sussurrate ma mai ripetute ad alta voce, proposte dal chiaro significato di cui non si rendeva neppure conto. 
Tutto ciò che cercai di fare e che cercherò di fare sempre, finché potrò accompagnarlo nel cammino della vita, fu e sarà di farlo sentire al sicuro. Come ventre accogliente, cercherò di riconoscere e guidarlo dentro ad ogni suo dolore ed dentro ogni sua gioia, nella sua rabbia che sfoga su di me, non potendolo fare con chi l’ha procurata, nei suoi lunghi silenzi e nello sguardo che si spegne.
Lui mi ha donato più di quanto io possa raccontare, perché il suo amore per me è incondizionato ed ogni giorno mi mostra perle di lacrime e di sangue, di risate e di preghiere, con tanta naturalezza e spontaneità da lasciare tutti, me compresa, senza fiato e con tante domande ma privi di risposte. 
All’amore incondizionato puoi rispondere solo con amore incondizionato ed io sono stata fortunata per quel lontano giorno di Novembre lui iniziò ad insegnarmi quell’amore e tuttora lo fa. 
Non smetterò mai di essere grata a suo padre per aver accettato questo, gradualmente nel tempo, per amore di suo figlio e sono grata a questo bambino di avermi donato l’unica cosa che ritengo importante nella vita, l’unica cosa per cui vale davvero la pena vivere: l’amore incondizionato.
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Adesso loro tre stanno cercando di mettere le basi per creare una vera famiglia. Lui ormai la considera sua madre e lei lo considera suo figlio.
Il mio augurio è che questa famiglia possa durare per sempre, e che questo bambino possa trovare finalmente una stabilità.
Con il cuore, Giusi.

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