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SCUOLA PUBBLICA O SCUOLA PRIVATA? Quando una delle due non funziona..

E anche questa volta non è andata come speravo. Ho dato fiducia, ci ho sperato, ma non è andata. Che qui c’è qualcosa che non funziona ormai è chiaro.

Chi mi segue e mi legge sa qual è stata la  mia esperienza con la scuola pubblica con il mio primo figlio, dopo un mese di inferno con grande sacrificio abbiamo deciso di cambiare e di cambiare a nostre spese per giunta. Il mio portafogli ne ha risentito ma la nostra serenità come genitori no, se ti sei persa la nostra storia la trovi qui.

Quest’anno anche la piccola Nicole iniziava la sua esperienza scolastica, il suo primo anno di asilo, la sua prima volta. E visto che qui si fatica ad arrivare a fine mese, e visto già la spesa per la retta di Antonio avevamo deciso di iscriverla ad una scuola statale, perché io sono ancora dell’idea che la scuola funzioni.
Tutto bene (diciamo) quando un giorno mi succede questo:

Vado a prendere Nicole dall’asilo e in classe non c’è. Chiedo alle maestre e loro dopo che si guardano intorno mi dicono è andata in bagno. Mi dirigo verso il bagno e trovo Nicole completamente bagnata dal bacino in giù, in un angolo che giocava con l’acqua che fuoriusciva dal water rotto del bagno.

Adesso ditemi voi, come si fa a lasciare una bambina di tre anni che vada al bagno sola??!!
Anzi, la loro giustificazione è stata:“Ha il vizio di andare in bagno senza avvisare”


Ancora peggio!! Tu non ti accorgi che una bambina esce dalla tua aula??

Sinceramente non riesco a capire perché nelle scuole si adotta questo modo di fare, intendo dire perché le maestre non possono accompagnare in bagno i bambini, e per di più mi chiedo perché gli operatori scolastici stanno sempre con il culo piantato sulla sedia e non accompagnano loro i bambini piccoli in bagno e non li aiutano a pulirsi, a rivestirsi, perché??

Da lunedì prossimo inizia la mensa, e le maestre si divideranno gli orari, una ci sarà al mattino e l’altra farà il turno di pomeriggio, adesso, se due hanno difficoltà a gestire 30 bambini come faranno da sole a farlo e a farlo bene?

Morale, io non c’è l’ho fatta a reggere di nuovo, non mi sento sicura a lasciarla lì. Nicole avrebbe potuto farsi male in quell’occasione, sarebbe potuta scivolare, o ingerire quell’acqua, o non so che altro. Noi mandiamo i nostri figli a scuola per farli crescere bene ed educati, e noi genitori dovremmo essere tranquilli e sicuri di lasciarli a scuola.

Allora abbiamo fatto una scelta di cuore, e oggi abbiamo trasferito Nicole nella scuola privata insieme al fratellino.

Adesso lasciatemi essere un pò stronza.

Quanto mi costa in termini economici questa incompetenza e questa disattenzione?
Io un lavoro c’è l’ho e sono fortunata ad averlo. Ho potuto fare questa scelta perchè ho deciso di sacrificarmi ancora di più, niente uscite fuori, vado al discount a far la spesa, niente più superfluo e pago la doppia retta scolastica. Mia figlia è contenta, io sono tranquilla, so che a casa tornerà con il sederino pulito, con la faccia pulita, con i vestiti colorati di tempera ma con il sorriso e la consapevolezza che in quelle quattro mura ci sta bene e la educano bene.

E se io non lavorassi? O se quello che è successo a me capitava ad un altra famiglia che non poteva permettersi la scuola privata? Che cosa sarebbe successo?
Nulla, dovevano semplicemente accettare la realtà così com’è. Dovevano subire questo modo di fare, queste regole assurde delle istituzioni scolastiche. Dovevano sperare che a i loro figli non capitasse niente.

Perchè se io posso godere di un servizio pubblico ne devo fare a meno solo perchè è poco affidabile, solo perchè c’è qualcuno che non svolge bene il suo lavoro. Perchè?

E adesso a me chi mi rimborsa le uscite mensili che dovrò sostenere per il mantenimento a scuola? Ovviamente nessuno, ma è assurdo che io debba rinunciare ad un mio diritto solo per l’inefficienza del sistema e la poca professionalità di alcune figure.

Se avete storie simili sarei felice di ascoltarvi.

7 thoughts on “SCUOLA PUBBLICA O SCUOLA PRIVATA? Quando una delle due non funziona..

  1. Ti ho scoperta da poche settimane perchè cercavo blog e canali youtube di mamme. Io non sono mamma ma ultimamente diciamo che sono diventata la figura di riferimento femminile di un bambino, che la mamma ha abbandonato alcuni anni fa. Conobbi questo bambino a scuola, tre anni fa, ero la sua insegnante di sostegno in una scuola primaria pubblica poi quest’anno ho ripreso a seguirlo nei pomeriggi estivi per aiutarlo nei compiti. Il nostro rapporto ora è molto più forte e diverso da quello che c’è tra maestra e alunno, trasformandosi, giorno dopo giorno, in qualcosa di molto più simile ad un rapporto madre figlio. Da “”quasi mamma”” ho tutto da imparare ma da insegnante posso dirti che la realtà che tu hai conosciuto con i tuoi figli non è poi rara. La cosa mi fa arrabbiare tantissimo professionalmente e personalmente. Sono precaria e non ho mai avuto la possibilità di seguire un bambino per l’intero ciclo scolastico ma ho girato moltissime scuole, nelle Marche, e posso dirti che spesso ho trovato colleghe e collaboratori scolastici non adatti al loro ruolo. La realtà qui è ancora più drammatica perchè le scuole private che ci sono, non molte, non hanno tutte la qualità che si spera sia in quanto a personale che in quanto a strutture e servizi. Da anni ho iniziato a studiare e progettare una realtà di homeschooling dove i genitori, con l’aiuto degli insegnanti, educhino a casa i figli quando non esistono realtà competenti sul territorio o quando economicamente è impossibile sostenere spese come quelle di una scuola privata. Questo tuo post è assolutamente condivisibile.

    1. Cara Lety non immagini che piacere mi faccia che un’insegnante sia d’accordo con me e io sono entusiasta del fatto che tu stia cercando alternative. Se va in porto la questione dell’homeschooling fammelo sapere perché con molto piacere diffonderò il tuo progetto. Detto questo, il sistema deve cambiare, per forza. C’è gente preparata e affamata di lavorare che sta a casa e gente stanca di lavorare che si ritrova ad insegnare. Fortunatamente non tutti hanno esperienze negative, ma io due volte su due mi è sembrato troppo!!

  2. Noi abbiamo deciso fin da subito di inserire la bambina in un privato per vari motivi. Certo ci sono piccoli problemi (il mese di settembre non hanno inserito la mensa e hanno deciso di lasciare la scuola chiusa i sabati), ma non mi è mai, e dico mai, capitato di non trovare mia figlia in un luogo diverso da quello in cui doveva essere senza che le maestre sapessero dove fosse. Spesso l’ho trovata nella classe dei grandi perché voleva ascoltare musica ma le maestre erano consapevoli di questa cosa anzi, così, l’inserimento alla materna quest’anno è stata una passeggiata perché conosceva già “i bimbi grandi” e la maestra. Spesso era dalla direttrice a chiacchierare con lei. In bagno sempre con le maestre.
    Questa cosa di non trovare la figlia in classe secondo me è grave! E la giustificazione che hanno dato ancora più sconcertante!
    Hai fatto bene a comportarti così, sono da denuncia. Ormai fare la maestra è un modo come un altro per avere uno stipendio non un lavoro da svolgere con passione!

  3. tanta comprensione, ma questo post lo dovrebbe leggere il ministro, che sa e continua a tagliare.
    I bambini non possono essere spogliati e rivestiti per una legge antipedofilia introdotta dalla Gelmini. Valida anche per le scuole private, dove, per ragione di logica, viene ignorata.

    1. Cara Arianna e allora con il vostro aiuto facciamo girare questo post magari arriva anche al ministro. E grazie perché essendo un insegnante è una mamma capisci la mia preoccupazione. Con affetto, Giusi.

  4. a proposito… sono insegnante anche io, e no… non è un lavoro come un altro. I bambini, come gli alunni, sono anche figli tuoi. E chi non la pensa così dovrebbe starsene a casa.

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